Prenotato. Londra 14-17 maggio, volo da voi, fratelli! Son così contento, salgo a respirare un po' di aria diversa, in quel regno che tanto infamo ma altrettanto amo. Ieri mi son preso il brend niu full length album degli Eagles, vecchissimi ma giovanissimi...è un gran disco cazzo, ogni canzone ti butta indietro di almeno 25 anni, quando ancora non ero nato, il sound è rimasto identico. Mi sembra di viaggiare su una Mustang in mezzo al Nevada con il country a tuono e non vedevo più lo smog e i palazzi e i figli di puttana in sella al Tmax (ragazzi parliamone, vera piaga della società, prossimo post dedicato ai questi centauri del porco dio). Insomma era bello questo disco nuovo degli Eagles, uno degli album da mettere in valigia e portarsi nel tanto sognato coast to coast insieme a We shall overcome di Springsteen, i Creedence, Rino Gaetano, i Lambchop, gli Smiths..."All of which are american dreams" (e beccatevi pure la citazione - m'è saltata in mente ora perchè leggevo il titolo e pensavo al viaggio negli States). Riassumendo, la vita è legno, ma c'è della musica che ti fa recuperare spensieratezza, pulisce il cervello e lo libera dai problemi, e quando devo fare il turnover in macchina mi piace scegliere i dischi basandomi sulle situazioni che dovrò vivere, sui posti in cui dovrò guidare. Un piccolo sforzo, per molti insignificante, che mi rende miei viaggi meno difficili da sopportare.
AL MURRAY
P.S.: se volete fare due risate guardatevi Pablo Francisco su you tube, la sua previewman parody vi uccide! Vorrei postare il video ma sono incapace di intendere e di volere. Salut.
Vorrei commentare il post di Rella (cioè quello scritto da Rella, non il post che si chiama Di Rella ma con la d minuscola che sembra che ho sbagliato - e il congiuntivo non lo uso apposta, non che non so come si usa il congiuntivo - e anche qui l'ho fatto apposta) perchè da un po' di tempo non mi funziona la pagina dei commenti. Vorrei commentare perchè anche a me succedono spesso questi tagli netti col passato, capita che crescendo si vedano cose che prima si tralasciavano solo per amicizia o quieto vivere. Il liceo per me è stato favoloso, le mattine, anche se buie e tristi, mi apparivano raggianti perchè era divertente pensare alla giornata divertente che avrei vissuto nelle ore successive, soprattutto gli ultimi anni. Avevo compagni d'oro, compagni di mille esperienze di cazzoni diciottenni in giro la notte. Ma ora, cristo, ora molti sono inseriti in quel mondo di merda, persino le persone timide da sempre, introverse, casa e famiglia, ora sono feste, serate, cocktail, ragazza...si, dagli altri però, da quelli che fino a dieci secondi prima bollavano come "gli sfigati", o "i pettinati". Quando si tratta di cose semplici, la compagnia di buoni amici, quattro birrette in compagnia, col cazzo che si fanno sentire. E allora penso che tagliare sia giusto, ognuno dovrebbe unirsi alle persone di cui condivide in linea del tutto generale gli ideali, i pensieri, i valori. E alla fine, che uno lo voglia o no, succede per forza, è quella selezione naturale di cui si parlava. C'è a chi piace comportarsi disonestamente e lo fa da anni: sono sicuro che rimarrà isolato e circondato da persone del suo stesso rango. C'è a chi piace fare il furbo e non pagare mai, ma alla fine qualcuno si stancherà e butterà la maschera che per amicizia indossava. Ma non solo, c'è anche la persona leale e sincera, che si confida con te e ti ascolta quando hai bisogno di parlare. C'è una vena di polemica nelle mie parole, da cui traspare un po' di rabbia, ma forse è più marcata quella vena di tristezza e delusione per le situazioni che ho vissuto e le opportunità sfumate. Tra queste rientrano gli Ayuhara. Ecco in realtà cosa mi ha spinto a scrivere. Voglio tagliare le cose brutte, ma non gli Ayuhara, quelli resteranno sempre e spero che sarai d'accordo con me, Rellas, e anche tu Marca. Un paio di settimane fa mi ha chiamato Luca per chiedermi di suonare con i Minnie's. La proposta mi lusinga molto, ma non riesco a lanciarmi, non sarebbe come suonare con i miei amici. Dall'altra parte c'è un progetto che stenta a decollare, un po' per gente demotivata, un po' per difficoltà a trovare una linea comune per i pezzi che nascono. Ecco perchè non perdo mai la speranza, e se non si chiamerà Ayuhara chissenefrega, può chiamarsi anche Stratupapu, Garatuma, Ciparillu, Tracatucu, ma l'importante è che siano gli amici di sempre, che sparavano stronzate alle 5 di mattina su un Doblò di ritorno a casa da Chivasso dopo aver comprato un pacchetto di stizze, l'n-esimo!